Una nuova ondata di vendite ha travolto il mercato delle criptovalute, spingendo Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH) sotto soglie di prezzo monitorate con estrema attenzione e innescando una massiccia serie di liquidazioni.
Quello che era iniziato come un ritracciamento graduale si è trasformato in un violento evento di deleveraging. L’indebolimento del momentum, la contrazione della domanda istituzionale e un sentiment di forte cautela hanno concorso nel deprimere le quotazioni dei principali asset digitali.
Bitcoin ha oscillato all’interno del range tra 70.000 e 71.000 $, dopo un breve affondo verso livelli che non si vedevano da fine 2024. Ethereum ha seguito la stessa traiettoria, scivolando verso i 2.100 $ e testando minimi intraday ancora più bassi. Con la rottura delle zone di supporto tecnico, le posizioni in leva sono state forzate alla chiusura, accelerando la spirale ribassista.

Bitcoin punta verso il basso sul grafico giornaliero. Fonte: BTCUSD su Tradingview
Bitcoin scivola sotto i supporti chiave mentre aumentano le liquidazioni
I dati forniti dalle principali piattaforme di monitoraggio indicano che, in sole 24 ore, sono state liquidate posizioni crypto per oltre 860 milioni di dollari, con Bitcoin a farne la parte del leone. Ad essere colpite sono state soprattutto le posizioni long, a dimostrazione di quanto i trader fossero sbilanciati al rialzo prima del crollo.
La discesa di Bitcoin sotto la media mobile a 365 giorni ha rafforzato i segnali ribassisti. Secondo gli analisti on-chain, dalla rottura di questa trendline di lungo periodo avvenuta a novembre 2025, il ritmo di svalutazione di BTC è stato superiore a quello registrato in fasi analoghe del bear market del 2022.
Si registra inoltre un indebolimento dei flussi verso gli ETF: i prodotti spot su Bitcoin negli Stati Uniti sono passati da afflussi netti a deflussi netti proprio all’inizio del 2026, sottraendo al mercato una fonte vitale di domanda.
Gli operatori osservano ora con apprensione la soglia dei 70.000 $. Se per alcuni analisti si tratta di un supporto potenziale, altri avvertono che una rottura decisa potrebbe aprire la strada a un ulteriore affondo verso l’area dei 60.000 $, qualora il sentiment non dovesse stabilizzarsi.
La pressione del deleveraging travolge anche Ethereum
Nemmeno Ethereum è sfuggito alla tempesta. Nelle ultime sessioni, le liquidazioni legate a ETH hanno superato i 200 milioni di dollari, con il prezzo che ha lambito i 2.000 $.
Anche i grandi detentori (Whale) hanno ridotto l’esposizione al rischio. I dati on-chain rivelano che Trend Research ha venduto circa 188.500 ETH nell’arco di pochi giorni, rimborsando centinaia di milioni di dollari in stablecoin per tagliare la leva finanziaria e abbassare le proprie soglie di liquidazione.
Questa ondata di deleveraging sposta ora l’attenzione su una zona di rischio critica tra 1.576 e 1.682 $, un’area dove potrebbero concentrarsi nuove liquidazioni forzate se i prezzi dovessero continuare a scendere.
Sentiment in peggioramento sull’intero comparto crypto
Oltre ai due leader di mercato, le principali altcoin, tra cui BNB, Solana e la meme coin Dogecoin, hanno accusato flessioni giornaliere comprese tra il 6% e l’11%. La capitalizzazione di mercato totale delle criptovalute è scesa verso i 2,4-2,5 trilioni di dollari, mentre l’open interest sui derivati continua a contrarsi, segnale di una netta diminuzione della propensione al rischio.
Gli indicatori del sentiment riflettono una prudenza diffusa. Il Fear and Greed Index è sprofondato in territorio di “estrema paura” (Extreme Fear), mentre i timori sulla tenuta delle stablecoin, alimentati da brevi deviazioni dal peg di USDT, hanno aggiunto un ulteriore carico di incertezza. L’attenzione resta tutta sui livelli di supporto. I trader, infati, si chiedono se basteranno a reggere l’urto o se dobbiamo aspettarci nuove ondate di liquidazioni.






